OMELIA PER LA FESTA DI SAN LORENZO (3)







OMELIA PER LA FESTA DI SAN LORENZO

TEMA: L’IMPORTANZA DI DARE

A CURA DI: Padre Justin Nzekwe

OMELIA DI MERCOLEDI’ 10 AGOSTO 2022

 

La prima lettura di oggi ci ricorda l’importanza di dare. Possiamo donare con i nostri tesori fisici come il denaro, il cibo, i vestiti e altre cose che si possono toccare o vedere. Possiamo anche dare dai nostri tesori spirituali come il nostro tempo, la nostra fede, la nostra speranza, il nostro amore per Dio, e tutte queste varietà di doni possono essere condivise con gli altri. San Paolo ce lo ricorda dicendo: “Fratelli, tenete presente questo: chi semina con parsimonia raccoglierà con parsimonia e chi semina con larghezza raccoglierà con larghezza. Ognuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza o per forza, perché Dio ama chi dà con gioia”. Quando offriamo cose buone agli altri, riceviamo anche la ricompensa da Dio, subito o in seguito. I nostri doni non solo ci aprono una via di benedizione da parte di Dio, ma sono anche tesori nella nostra banca spirituale in cielo. Tuttavia, il dono più alto che possiamo offrire a noi stessi e a Dio è il dono della rinuncia a se stessi per il bene del regno di Dio. Dobbiamo essere capaci di amare Dio più di noi stessi. Nella lettura del Vangelo di oggi, Gesù dice: “Chi ama la propria vita la perde e chi odia la propria vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno vuole servirmi, mi seguirà e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se qualcuno mi serve, il Padre lo onorerà”. San Lorenzo, che oggi festeggiamo, ama Dio sopra ogni altra cosa. Come diacono fu incaricato di occuparsi dei beni materiali e dei servizi sociali della Chiesa. Il prefetto di Roma, pensando che la Chiesa fosse molto ricca, ordinò a San Lorenzo di consegnare a Roma le ricchezze della Chiesa. San Lorenzo promise che gli avrebbe portato le ricchezze della Chiesa, ma invece raccolse i poveri, i sordi, i ciechi, gli zoppi, i lebbrosi e ogni persona bisognosa e li portò davanti al Prefetto di Roma dicendogli che erano le ricchezze della Chiesa. Il prefetto di Roma si sentì offeso dall’azione di San Lorenzo, lo arrestò e lo condannò a morte. Fu grigliato vivo. Lorenzo morì come un pezzo di carne arrostito lentamente su un fuoco di carbone ardente. Gesù dice: se il chicco di grano non cade e non muore, rimane solo, ma dopo essere morto porta molto frutto. San Lorenzo è stato ucciso per la sua fede in Dio, ma oggi gode perennemente della gloria di Dio con i santi in cielo. In questa santa messa preghiamo affinché, per intercessione di San Lorenzo, impariamo a essere caritatevoli verso i bisognosi e a difendere la nostra fede anche di fronte alle persecuzioni.

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